La salute non è uno stato stabile ma un processo risultato di una dinamica individuale.

Lo stress non è  uguale  per tutti: anche gli stessi agenti stressanti  non vengono percepiti in egual modo da individui diversi ed anche le reazioni e conseguenze si differenziano, anche fra uomo e donna. Ci sono conseguenze dovute a fattori fisici, ma anche psichici e sociali che dipendono da modelli interiorizzati e quindi dall’immagine interna ed esterna che si ha di sé stessi. Le caratteristiche di genere non sono soltanto il risultato della  produzione ormonale!

Quindi ci sono fattori di stress di tipo psicosociale, perché lo stress è un’esperienza soggettiva di tensione quando il nostro equilibrio è disturbato.

Si capisce quindi che importanza abbia l’interpretazione soggettiva e come possa essere efficace  il così detto “pensiero positivo”.

C’è una bella differenza fra il vivere la sensazione di avere una buona gestione della propria vita e quella di confusione, insicurezza ed incertezza.

Oggi è avvertito moltissimo il problema del lavoro   e non solo per le necessità di sostentamento economico che pure è fondamentale; per esempio, il lavoro dovrebbe permettere di poter usare le proprie competenze, di poterle sviluppare ulteriormente. Solo così le persone sentono di poter contribuire  costruttivamente e quindi di far parte di una comunità sociale. Se si percepiscono come utili e quindi con una ricchezza, con il potere di offrire qualche cosa di richiesto, il lavoro offre un buon sostegno sociale alla necessità di poter dare un “senso” a quello che si fa per sentirsi “soggetti” e non meri strumenti, rispettati e non oggetti usati e non considerati nelle proprie emozioni.

Quando parliamo di problemi psicosomatici a che cosa ci riferiamo?

Sembra che il corpo, la nostra componente biologica, esprima quel malessere che non siamo capaci di  pensare e di denunciare. In tal senso disperazione, rabbia ed aggressività non potendosi esprimere all’esterno verso i giusti bersagli, permangono all’interno del soggetto e si esprimono aggredendo il soma.

Le ricerche scientifiche stanno mettendo in luce in modo sempre più evidente quali sono le strade interne all’organismo attraverso le quali questo processo si produce.

A fronte di una difficoltà di adattamento ad eventi di vita, il supporto psicosociale aiuta le persone.

E’ stupefacente come anche sul piano biologico ci sia una non chiara differenziazione, ad alcuni livelli, fra sé e non sé: Claudio Franceschi, Professore di immunologia a Bologna, evidenzia che noi siamo metà organismi simbiotici con batteri e virus e che il 10% delle proteine umane sono sovrapponibili a quelle batteriche; produciamo delle proteine non self e quindi la distinzione fra self e non self non è poi così chiara.

Noi sappiamo bene come sia complesso e lungo ed a volte mai completato il processo di distinzione che porta il neonato e poi il bambino, l’adolescente e l’adulto ad acquisire una consapevolezza di sé come essere distinto ed autonomo rispetto alle figure ed identificazioni genitoriali, non solo…ma anche con le persone per noi significative con le  quali veniamo in contatto nella nostra vita adulta.

La durata della vita si è oggi molto protratta: ci sono in Italia 19.000 centenari e le previsioni sono che nel 2050 saranno 3,7milioni, otto volte più numerosi rispetto agli attuali 451.000 (dati contenuti nel rapporto del Centro di Ricerca Americano PEW, in base ai dati del Dipartimento di Economia e Affari Sociali delle Nazioni Unite). C’è un ampia gamma di modificazioni fisiologiche adattive per raggiungere un nuovo equilibrio utile ad affrontare le sfide. Il supporto sociale è un fattore importante.

E’  oramai sperimentalmente provato che le attese (aspettative) inibiscono alcune regioni cerebrali. Il Prof. Fabrizio Benedetti, fisiologo della facoltà di medicina di Torino, ha studiato l’importanza della memoria farmacologica, l’effetto placebo sul dolore, il beneficio delle suggestioni verbali che terapeuticamente hanno un effetto pari ad una dose piena di anfetamina. Inoltre, una iniezione di farmaco fatta di nascosto è molto meno efficace di una fatta consapevolmente. Questo ci fa molto pensare all’efficacia della cura con la parola (psicoanalisi) ed anche alle potenti risorse di autoguarigione che possiamo avere in base alle nostre determinazioni e convinzioni.

Insomma, ci sono delle dimensioni positive della salute come la saggezza, l’umanità, il senso di giustizia (cittadinanza, equanimità, leadership, responsabilità sociale, lealtà, lavoro di gruppo), la temperanza, la trascendenza. E’ importante avere degli scopi ed il senso di una direzione, curare il proprio sviluppo personale, avere buone relazioni con gli altri ed un buon senso di efficacia personale.

La vita appartiene alla morte e la morte appartiene alla vita, la salute è un esserci, tutti sono immersi nel fiume della vita, si tratta di un processo.